I Parchi Naturali Regionali
L’istituzione dei Parchi Naturali Regionali è prevista dalla legge regionale n. 33 del 1.9.1993, che recepisce per la Campania la legge dello stato n. 394 del 6.12.1991, la cosiddetta “legge quadro” sulle aree protette. La legge regionale prevede due tipi di aree protette: i parchi e le riserve. Queste ultime sono costituite da un ambiente omogeneo e di estensione più ridotta.
I parchi, invece, comprendono aree “che costituiscono un sistema omogeneo individuato dagli assetti naturali dei luoghi, dai valori paesaggistici ed artistici e dalle tradizioni culturali delle popolazioni locali”. Al di là delle definizioni utilizzate dal legislatore, i nostri parchi rappresentano effettivamente le aree dove la natura è meglio conservata nella nostra regione: massicci montuosi, aree fluviali e paludose dove l’impatto delle attività umane è stato nel passato molto ridotto. Ma se lo è stato nel passato, in alcuni casi sono bastati pochi anni per compromettere seriamente l’equilibrio naturale, dalla fauna alla vegetazione alla idrogeologia. I parchi sono stati istituititi proprio per invertire questa tendenza e per assicurare a questi ambienti preziosi la necessaria integrità per il futuro. Ciò non significa preservare integralmente l’ambiente come sotto una campana di vetro, ma attivare una serie di iniziative per ripristinare gli equilibri sconvolti, per favorire processi naturali che altrimenti durerebbero per lunghissimi anni, per educare i residenti ed i fruitori ad un nuovo rapporto con l’ambiente naturale, per effettuare ricerche ed esperimenti sulle risorse di un ambiente considerato spesso solo ostile o da sfruttare.Vincoli e opportunità
L’istituzione dei parchi regionali avviene in diverse fasi, ma due sono le più importanti per i residenti e gli operatori economici: la prima fase è quella dei vincoli, la seconda quella delle opportunità. Il momento di passaggio dall’una all’altra può essere considerato l’approvazione del Piano del Parco. Purtroppo, siamo ancora piuttosto lontani da questa fase “positiva” e per il momento siamo in pieno regime vincolistico. Sarà compito degli Enti di gestione, poi, utilizzare la presenza di vincoli (che derivano dal riconoscimento delle aree come particolarmente pregiate dal punto di vista naturalistico) per l’accesso ai finanziamenti regionali, statali ed europei. Tali finanziamenti, infatti, sempre più spesso e sempre in maniera più consistente sono diretti verso le aree protette.Un cenno alla storia istitutiva Come prevede la legge regionale, l’istituzione è avvenuta con la pubblicazione sul B.U.R.C. del 26 luglio 1995 dei decreti di istituzione provvisoria, accompagnati dalla perimetrazione e zonazione del territorio e dalle norme generali di salvaguardia (in sostanza divieti). Tali decreti, che sarebbero dovuti durare non più di 60 giorni, sono rimasti in vigore per tre anni e mezzo e solo sul B.U.R.C. del 16 marzo 1999 sono stati pubblicati i decreti di istituzione definitiva. Un tempo lunghissimo che ha fatto quasi dimenticare il lento cammino che era stato percorso, con le popolazioni e gli amministratori locali infastiditi dalla presenza di nuovi vincoli (peraltro poco rispettati) calati dagli uffici regionali. Nel 1999 la macchina regionale si rimette in moto e dopo la pubblicazione dei decreti definitivi si avviano anche le procedure per la nomina dei presidenti degli Enti di gestione. Procedure che, però, si dilatano eccessivamente e si concludono nel marzo 2000, in piena campagna elettorale per le elezioni amministrative regionali, con la nomina di personaggi per lo più ignoti o addirittura antagonisti al movimento ambientalista che si è battuto per l’istituzione dei parchi. Ma le nomine durano solo poche settimane, perché il TAR accoglie i ricorsi di alcuni candidati sulle forzature (dei partiti) che hanno portato a tali nomine senza tenere debitamente in conto quanto prescritto dalle leggi regionali. Infine, il colpo di grazia: la Corte Costituzionale accoglie un ricorso del Comune di Procida sul procedimento istitutivo del Parco dei Campi Flegrei. Secondo la Corte, tale procedimento non sarebbe conforme al dettato della legge quadro nazionale, che prevede la partecipazione degli Enti locali: la motivazione della sentenza, resa nota alla fine di luglio 2000, mette in discussione l’istituzione di tutti i parchi. È solo grazie alla solerzia della Giunta regionale che la macchina si rimette presto in moto e fin dal mese di settembre iniziano le consultazioni degli Enti locali, dapprima informalmente, poi sistematiche. Comuni, Comunità Montane e Province producono osservazioni e proposte per le aree protette in cui sono coinvolte. Finalmente, nell’aprile 2002, i parchi regionali sono definitivamente istituiti.
Il contributo del WWF
Il WWF regionale e le Sezioni locali del WWF rappresentano certamente un punto di riferimento importante per le aree protette regionali. Gli attivisti dell’Associazione si battono da anni per l’istituzione di parchi e riserve, dapprima animando variegati comitati locali che andavano proponendo l’idea di un parco, poi elaborando le proposte di perimetrazione e zonazione per ogni area protetta (presentate alla Regione Campania nel 1994), partecipando fattivamente alle riunioni del Comitato consultivo per le aree protette che ha elaborato le proposte per l’istituzione provvisoria e quella definitiva, seguendo puntualmente le vicende esposte prima ed intervenendo per orientare le forze politiche, fornendo agli Enti istituzionali preziose informazioni sullo stato delle aree e suggerimenti per la loro protezione.In tutti questi anni non si contano le denunce alla magistratura, i servizi di sorveglianza, i sopralluoghi a seguito di segnalazioni, i contatti con le Forze dell’Ordine (Carabinieri e Forestale soprattutto), gli interventi in pubblici convegni, le lezioni specifiche sul tema nelle scuole, le relazioni in seminari di studio effettuati dai volontari del WWF.
Le Oasi WWF
In tutta Italia sono oltre 100 le Oasi WWF, luoghi di straordinaria bellezza nati per difendere la biodiversità: un patrimonio unico di colori, profumi e suoni della natura.
Dalle Alpi del Lagorai in Trentino al litorale di Torre Salsa nella Sicilia meridionale, dalle selve di Monte Arcosu in Sardegna alle Lagune maremmane, dagli ultimi boschi della Pianura Padana alle Valli della Laguna Veneta, una collana preziosa di luoghi e di ambienti, con i loro paesaggi intatti, con la loro flora e la loro fauna, è stata conservata. Per sempre.
Le Oasi del WWF sono un esempio concreto di tutela della biodiversità in Italia: un esempio di sistema territoriale aperto alle comunità locali e luoghi simbolo di una natura riscattata e “tutta da godere”. Le Oasi WWF sono pezzi del “mosaico” di natura e territorio italiani da restaurare, da salvare.
Nelle Oasi si curano animali feriti dal bracconaggio, si osserva la natura attraverso i percorsi didattici e capanni di avvistamento dell’avifauna, si fa ricerca scientifica. Nelle Oasi i ragazzi incontrano la biodiversità e scopriono qual è la sua ricchezza e importanza.
In provincia di Benevento sono due le Oasi WWF, rappresentative di due diversi ambienti che necessitano di tutela: quello montano dell’Oasi “Montagna di Sopra” di Pannarano, e la zona umida del “Lago di Campolattaro”, riconosciuta, pochi anni dopo l’istituzione dell’Oasi WWF, come Zona di Protezione Speciale inserita nella rete Natura 2000 dell’Unione Europea.

